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Poesie

Un Uomo (di Germano Antonini)

Quando nulla più ti sorprende,

quando nessuno cattura più il tuo sguardo,

quando torni senza essere mai partito,

quando sei lì che aspetti senza sapere cosa,

quando l’unico appuntamento che hai è quello con la tua mensa…

 

Quando il cielo non ti sorride più,

quando la notte non arriva mai,

quando all’improvviso  senti che non ti senti,

quando vorresti non essere mai stato lì,

quando le tue mani si stringono in pugni l ’uno contro l ’altro…

 

Quando è finita la partita,

quando ogni giudizio è senza giudizio,

quando la parete è liscia,

quando lo specchio non riflette più,

quando il tuo respiro è l ’unica cosa che respiri…

 

Quando non arrivi mai,

quando l ’emozione  non ti scuote più,,

quando cerchi senza trovare,

quando scopri che non c’è più niente da scoprire,

quando né sconfitti né vincitori si prendono più gioco di te…

 

Quando i tuoi nervi non te li senti più,

quando i desideri effimeri ti abbandonano per sempre,

quando più niente ti convince, tranne la convinzione che ormai non c’e più niente che ti convince,

quando la tua voglia diventa maledettamente necessità,

quando l ’immagine di te è tutto ciò che non avresti mai voluto vedere…

 

Quando sei solo… Un uomo !

Categorie (di Marino Valeri)

"Cravatta incastrata e in un cono scolpita,

la giacca stirata e ben amidata,

camicia d’organza per fare creanza

e nel pantalone si bea all’effetto

di dare alla riga un rialzo perfetto.

Lo specchio riflette il suo portamento,

si mette di lato, si sfiora nel mento,

accenna nel vetro il suo godimento.

Anfibio nel nero di un lucido scuro,

si muove esaltato, si sente sicuro.

Ha l’occhio celato da occhiale griffato,

capello curato da un gel profumato

o calva pelata di fresco rasata

e nello stridore di una sgommata,

riveste di gioia la sua giornata.

Si ferma all’incrocio da buon cittadino,

ma se nel suo giro ha cose da fare,

il rosso non basta a farlo fermare

ma è pronto a bloccare con rapido scatto,

l’autista distratto o il povero tale a cui decanta la fiera morale.

E’ un uomo che vive nella sensazione

di fare un mestiere per vocazione,

è fiero nel petto si crede più retto

non manca di tatto neppure al contatto di errori di fatto,

con cui si dimena facendo attenzione a farti pesare la sua professione.

Si sente assai scaltro di più di quell’altro,

non ama l’idea di poter sbagliare

ma gode all’effetto di dover giudicare,

è pronto a sparlare e a sproloquiare

lui ama soltanto poter denigrare."